La gallina di una certa età pare sia più interessante di quella giovane, almeno secondo il ben noto proverbio. Vero è che l’età rende più sicure, meno vulnerabili al giudizio altrui, più affascinanti e sicuramente meno preoccupate di piacere a tutti i costi. Questo vale per le signore ma aggiungerei anche per gli accessori, i bijoux, gli abiti e tutto quello che oggi si definisce vintage. Già perché il vintage non è ciò che è usato e basta. Il vintage è ciò che ha segnato un’epoca e che torna a dettare la moda. Pensiamo ad esempio al ritorno degli anni ’90 sulle passerelle dell’autunno inverno 2014/2015; agli anni ’80 che imperversano tra le ragazzine innamorate di pantacollant e shorts a vita alta; dei tagli a caschetto e degli occhiali Persol con la montatura di tartaruga.

Nella moda forse non tutti sanno che ci sono delle regole: 10 anni dopo la sua creazione, un capo è fuori moda; 20 anni dopo è all’avanguardia; 30 anni dopo è un classico.  Secondo i dettami rigorosi dello stile, sono vintage solo i capi pre-1960, mentre quelli post-1960 sono da considerarsi retrò. Puristi del genere a parte,  lo stile vintage non è un’arte che si improvvisa e per non sbagliare c’è un libro sull’argomento scritto da Laure Gontier e Jeanne-Aurore Colleuille uno dei pochi testi in italiano in cui si parla delle origini del Vintage.  (Guida al Vintage, in vendita su Amazon)Spotted Light

Se la gallina vecchia fa buon brodo allora il vintage fa per loro. E’ bello riscoprirsi ragazzine di fronte a uno zainetto di cuoio o tornare ai tempi delle mele grazie a una gonnellina a fiori indossata con una camicetta di seta. E perfavore non parliamo di usato o second hand. Lo stile vintage è ben altra cosa perché vuol dire che cose belle, sopravvissute ai tempi e alle mode del momento, tornano ad animare i nostri armadi. E lo fanno con una seconda vita regalando a qualcuno, perché no, anche una seconda giovinezza.

moda-anni-70Il concetto di “second-hand”, tanto in voga negli anni ’70, è ormai superato. Impazza il vintage perché con la crisi tanti non possono più permettersi cose belle ma soprattutto perché le cose belle e uniche non si fanno più. Basti pensare al successo di Yoox.com, la boutique virtuale fondata nel 2000 da un giovane ravennate, Marchetti, fresco di laurea conseguita alla Bocconi e Master in Economia alla Columbia University. La formula Yoox, secondo Marchetti è che:“da noi si trovano cose che nei negozi o non ci sono più o non ci saranno mai”. Oltre a un mix infinito di stili e tendenze non disponibili altrove e collezioni in esclusiva di prestigiosi designer italiani e internazionali, Yoox.com propone capi vintage da collezione. Una formula che ha fatto raggiungere all’azienda ricavi nettipari a 152,2 milioni di euro con una crescita del +50% rispetto all’esercizio precedente.  E mentre le borse crollano il titolo Yoox è cresciuto del 54%.

Viva la vintage mania allora e ben venga lo stile che “il vecchio” riporta alla luce.